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Era una goccia di quel mare... 

Presentazione

Era un goccia di quel mare...

 

"Osservando meticolosamente ogni cosa, ogni persona, come a volerne scoprire l'essenza, si diresse lentamente verso le Officine Galileo. In piazza Socci sostò davanti al chiosco dei giornali, ne acquistò alcuni e li ripose nella professionale borsa a cartella. Dalla piazza si immise in via Vittorio Emanuele II (...)
Ruggiero si trovò davanti ad un grande cancello grigio scuro; era arrivato a destinazione. (...)
Quando lo stabilimento inghiottì tutti i lavoratori, il vuoto che cadde sulla strada lo spinse ad entrare nella portineria. Dopo essersi presentato, chiese al portiere di potere attendere le nove nel locale e l'uomo assentì. Ruggiero si sedette, fece l'atto di aprire la borsa per prendere un giornale, ma le mani caddero, inerti, su di essa."

Un viaggio ricco di personaggi, luoghi, situazioni, emozioni, attraverso quasi un secolo di storia del Novecento.
Un racconto che si sofferma a lungo, appassionato, su una secolare industria fiorentina di fama internazionale, le Officine Galileo, le cui vicissitudini avviluppano nel loro spasmodico fluttuare, spesso dolorosamente, angosciosamente, l'esistenza di migliaia di lavoratori, la città intera.
E Ruggiero, una goccia del mare della vita, e di una fabbrica, fa da filo conduttore con la sua vicenda umana. E quanto più gli eventi sono immani, sconvolgenti, tanto più la sua figura che sembrerebbe in quei frangenti talvolta sfocare o scomparire, nitida si staglia, salda nei propri valori etici.


...libro incentrato sulla  persona di Ruggiero Ferrarese, illuminante simbolo di un’epoca. Attorno a quella persona le vicende storiche dell’Italia, di Firenze, delle Officine Galileo. Per un aspetto sono rivissute le vicende storiche con fedeltà, le loro atmosfere; per un altro sono ricreati con l’immaginazione tratti e momenti di esistenza, di esistenze, drammi personali e così via. Rimane costante il vigilato bagliore dello stile e la profonda umanità nel far rivivere con l’invenzione i particolari. Pertanto si ha un’opera accattivante e sorprendente. Il lettore non distratto resta affascinato e insieme istruito per le trame radicate nella concretezza della storia. Ne è elaborata la memoria con speranza. Questa è lo stesso spirito di Ruggiero. Viene in mente Teodorov: la memoria storica non deve restare nostalgia o rievocazione del passato magari con intenti di vendetta; deve invece diventare la luce per non ripetere gli errori ed aprire la strada ad un migliore futuro...

Luigi Commissari
Dovera-Cremona, 08.05.05

... originale scrittura narrativa...Non è certo l’originalità a far difetto nella singolare creazione e questa, a mio parere, deriva il suo pregio dal lavoro di scavo condotto per la via delle citazioni  affidate all’appendice, ma violentemente, in realtà, inserite e inseribili nel romanzo “quasi autobiografico” del protagonista Ruggiero. Il procedimento consente di mettere a fuoco ciò cui, appunto, allude il titolo: l’annichilimento dell’incerta presenza individuale nel collettivo e la presenza di un destino inespugnabile che vogliamo continuare a chiamare storia, eppure continua a sussistere e a dilagare come evento mostruosmente naturale.
...impegno scrittorio autentico

Giorgio Cusatelli
Milano, 29.03.05

...Con questo lungo e documentatissimo volume lei ha riportato d’attualità non solo la figura importante di un sagace uomo d’azienda, ma tutto quel complesso delle Officine Galileo che tanta operosità elargirono e dedicarono all’industria  iitaliana in anni di faticosa e luminosa ricostruzione...In mano sua, poi,Ruggiero Ferrarese diventa quasi un indimenticabile personaggio di romanzo, ma la Storia è più forte...Lei ha compiuto, dunque, un’opera degna di attentissima ricognizione politica e sociale...

Giuseppe Marchetti
Parma, 22.04.05

...Il libro, inoltre, ha il duplice merito di muoversi in un ambito di affetti forti e veri, nel segno della più profonda realtà familiare, ma, nel contempo, ha il rigore di una narrazione nitida, documentata dettagliatamente, serena, mai influenzata dalla commozione, che pure si intuisce nel fondo...Un pezzo di storia vera...un’espressione letteraria schietta, di sicuro valore.

Anna Ventura
L’Aquila, 07.04.05

...Ancora grazie per il suo libro “Era una goccia di quel mare”, in cui così intelligentemente ha saputo coniugare il racconto storico con i ricordi e le emozioni personali...

Marco Guzzi
Roma, 28.09.05

...racconto-romanzo che inizia la storia dalle origini  del 1600 e in principio è narrato come una favola.....Poi “stava giungendo il tempo nel quale i bambini avrebbero dimenticato come si fa a giocare”(pag. 66). Da qui la favola termina e il percorso diventa storico...Trovo che un libro così, in questo particolare momento, abbia un peso importante come testimonianza di “qualcuno che c’era e cha ha visto e udito”... Il libro è scritto con leggerezza ( quella leggerezza che invoca Calvino), nonostante i temi...

Liliana Ugolini
Firenze,09.04.05

...Un libro di memoria e di storia particolarmente utile e prezioso...

Giorgio Bàrberi Squarotti
Torino, 26.04.05

...Biografia e documento si intrecciano fino a disegnare un’unica storia che, dalla pura dimensione di cronaca, si eleva a paradigma di tutto un secolo, con le sue dinamiche politiche e sociali, con i suoi tragici risvolti di conflitti mondiali.Il volume è strutturato in due parti, una puramente letteraria, l’altra come supporto documentale, arricchita di foto e testi vari (scritti di Ruggiero, articoli giornalistici, ecc...) tutti riferiti all’epoca narrata. La figura di Ferrarese rappresenta e riunisce in questo coacervo di speranze, timori, delusioni ed entusiasmi che attraversa anche tutti gli altri protagonisti, l’istanza costruttiva, la tensione innovativa, l’attenzione alla persona umana. Pur risaltando egli, come personaggio, sullo sviluppo degli eventi, per costanza e coerenza di propositi etici, il romanzo tuttavia mantiene una sua peculiarità corale, in cui i familiari di Ruggiero, i dipendenti delle Officine Galileo, la città intera sono coinvolti in un unico dramma umano; quello dello scempio procurato dalla guerra e quello, ancor più subdolo, del padronato postbellico. La descrizione dei soprusi, dei licenziamenti, delle ingiustizie intensifica il racconto, che si fa sempre più coinvolgente man mano che le situazioni precipitano nel loro risvolto più angoscioso. Illuminanti e indimenticabili le citazioni di lettere e  telegrammi di Giorgio La Pira, l’allora sindaco di Firenze, che nel suo fervore altruistico a favore dei lavoratori delle Officine Galileo si impone a perenne esempio di rettitudine  e attenzione al bene pubblico.

Daniela Monreale
“La NuovaTribuna Letteraria”
n°80, 4°trimestre 2005

Saggistica. Inizia come un romanzo, per quanto documentato, questo importante saggio sulla storia delle Officine Galileo, le cui origini risalgono alla prima metà dell’ottocento, con specifico riferimento  alla figura di Ruggiero (1903-1993): il periodo del ventennio, gli eventi bellici, il dopoguerra. L’autrice mette soprattutto in evidenza il lato umano degli avvenimenti... Poi la galleria fotografica e infine l’appendice  comprendente anche articoli apparsi sulla stampa dal 1945 al 1959....

“Punto di Vista” 
(n°44, aprile-giugno 2005)

Nel proprio passato vi è il passato dei genitori e, nel caso di Paola Ferrarese Pieroni, soprattutto di suo padre, Ruggiero...L’autrice sfugge all’abbraccio ( e quindi ad una sempre possibile partigianeria, nei casi attraversati dall’amore e dalla stima incondizionata) scrivendo in terza persona e narrando dall’esterno, anche con un distacco perfino eccessivo se si pensa all’uso delle “Officine” in tempo di guerra (per strumentazioni belliche), alle vicissitudini drammatiche...Una “galleria fotografica” e i “documenti”...arricchiscono e completano un racconto che mira a inserire la goccia (Ruggiero) in un mare- storico e della Galileo- e a fare della goccia un elemento vivo, indispensabile, necessario, utile, in sintonia con un pensare di oggi che non ingloba il singolo nell’intero annullandolo, quanto,  invece, ricerca in quell’intero il vissuto del singolo per un c’era che significa”era presente, ha fatto, ha agito, ha lasciato la sua impronta”Paola Ferrarese Pieroni restituisce il senso della presenza non anonima di Ruggiero Ferrarese, di un suo esserci nel tempo e nei giorni in modo tale che gli spazi e i luoghi (anche sentimentali, anche familiari) hanno goduto del contatto con lui, della possibilità di averlo tra di loro, del senso”collettivo” delle esperienze.”Siamo tutti nella stessa barca” disse un giorno alla moglie (a proposito dell’assalto di fascisti e tedeschi alla Firenze del ’43 nel cui versante antifascista Ruggiero militava).”Non possiamo ignorare chi sta per annegare sotto i nostri occhi”. “Et meminisse iuvat”, allora...

Maria Lenti
“Punto di Vista” n°46, ott -.dic.2005

...il libro dipana la storia recente di tutto il Paese in uno con la storia delle Officine Galileo(nate nel 1831 per volontà di Leopoldo, l’ultimo granduca di Toscana) e con la storia personale di Ruggiero e di sua moglie Tonina. Il libro accompagna fino alla morte, avvenuta nel 1993, il protagonista Ruggiero e i suoi familiari.... Di straordinario interesse documentativo e storico sono le due appendici allegate al libro: la prima, Galleria Fotografica... e la seconda, Documenti...

Sandro Gros-Pietro
“Vernice”, Torino n°31-32-2005


...E' una limpida "storia"inserita negli anni trascorsi da una Italianetta che ben conosciamo e che io ricordo con nostalgia e terrore fusi insieme... La sua "storia"si svolge in un racconto ben equilibrato, con pagine di familiarità calda e concreta, con personaggi delineati e vivi... Interessanti sia la "galleria fotografica che "l'appendice-documenti", ove si possono attingere notizie ben precise e determinanti...                                                                                     

Antonio Spagnuolo
Napoli-01-03-05

"E' un libro-diario che narra la vita di un personaggio delineato a tutto tondo, poiché è inserito in eventi storici di portata epocale. Ruggiero (questo è il suo nome) vive periodi di grande difficoltà, durante il fascismo, la seconda guerra mondiale, la ricostruzione... Tutto ruota attorno alle Officine Galileo di Firenze. I colleghi, la moglie Tonina e i figli costituiscono lo sfondo di comparse su cui si staglia quest'uomo intelligente, colto, onesto e laborioso che arriva a ricoprire incarichi di grande importanza. Ogni particolare viene minuziosamente scandagliato: i suoi affetti, la sua avversione alla dittatura e all'occupazione tedesca, il suo sostegno alla Resistenza. Soltanto dopo l'arrivo degli alleati, la Galileo (ch'era ridotta ad un immane cumulo di macerie) riprende la sua attività, sia pur tra contrasti politici nei quali vengono coinvolti sindacati, partiti, nonché lo stesso governo americano, erogatore degli aiuti dell'UNRRA. Moltissime le vicissitudini analizzate, circa la formazione dei governi Bonomi e De Gasperi, ricca la documentazione sulla lunga vertenza dei licenziamenti alla Galileo (specialmente riportati gli interventi dell'allora sindaco di Firenze La Pira, più volte essenziali nel salvare la fabbrica in crisi). Paola Ferrarese, l'affezionata figlia di Ruggiero, allega numerosi scritti del padre: circolari, articoli giornalistici, dotte dissertazioni sulla politica economica di quegli anni. Vi unisce anche belle foto del padre, accanto ai familiari e ai prestigiosi personaggi dell'epoca. Sfogliando le pagine di questo libro, dallo stile limpido e coinvolgente, il lettore può godersi uno spaccato di storia italiana e scoprire una figura notevole di quei tempi tormentati. L'autrice, che è stata anche cantante lirica, ha pubblicato numerose opere di successo, in poesia e in prosa. Quest'ultima fatica (fatica vera e propria per il profondo impegno che vi è stato profuso) è destinata a sicura fortuna."

Elisabetta Di Iaconi
Battipaglia (Salerno)
Sìlarus n°244-anno 2006 

 

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